Dieta bilanciata, vita in equilibrio

Equilibrando

Gestire caldo e umidità: aggiustiamo il tiro

Gestire caldo e umidità: aggiustiamo il tiro

L’estate non è la stagione migliore per la corsa, per mantenere costante la temperatura corporea infatti sudiamo maggiormente e quindi tendiamo a disidratarci.

La minore disponibilità di liquidi rende il sangue più denso, per cui si verifica un aumento delle pulsazioni a parità di intensità di esercizio.

Mantenere il livello di prestazione a cui siamo abituati diventa sempre più proibitivo a mano a mano che la temperatura e l’umidità salgono. Non a caso le lunghe competizioni su strada si diradano, lasciando spazio a gare corte, per lo più serali. Continuare a allenarsi è possibile ma richiede un certo adattamento.

Orario: sconsigliate le uscite durante la giornata, molto meglio la mattina all’alba o la sera dopo il tramonto. È da preferire la prima ipotesi.

Volume e intensità: il clima impone la riduzione sia del tempo di esercizio che della intensità. Spesso le condizioni sono tali da rendere impossibile sostenere ritmi altrimenti normali. È quindi bene riprogrammare gli allenamenti usando l’indice RPE (Rate of Perceived Exertion = indice di percezione della fatica) in una scala da 1 a 5 o da 1 a 10, dove 10 rappresenta il massimo livello di fatica sostenibile. Non useremo più quindi, ad esempio, l’indicazione 7 x 1000 m a 4’30”/km, recupero da fermo 1’30” ma 7 x 1000 m a RPE 8, correndo agganciati a fatica 8 indipendentemente dal passo segnato dal GPS.

Terreno: se potete, scegliete la corsa in trail per le uscite più lunghe.